La Storia come Pensiero ed Azione

Secondo la Filosofia idealistica e italiana del ‘900 di Benedetto Croce il Mondo si ridurrebbe essenzialmente alla sua Storia.

Con l’enunciazione di questo Principio fondamentale, stante alla base del suo Sistema, egli si è fatto promotore del suo personale “Storicismo assoluto“, essenzialmente diverso da tutti gli altri Storicismi europei suoi contemporanei.

Secondo tale Dottrina, lo Spirito umano, che guida, determina e quindi produce la Storia universale, si articolerebbe in modo duale in Pensiero ed Azione.

A sua volta il Pensiero se si manifesta come Particolare dà luogo all’Arte mentre se si manifesta come Universale dà luogo alla Filosofia.

E altre sì l’Azione se si presenta come Particolare porta all’agire Economico mentre se si presenta come Universale conduce all’agire Etico.

Sebbene in questo tipo di filosofia la Storia ricopra un ruolo simile a quello che la “Sostanza” riveste nella Metafisica aristotelica, le Similitudini di questo stesso genere non si possono applicare ai due concetti euristici di Pensiero ed Azione.

Infatti, essendo questi due termini nella filosofia di Croce in qualche modo “Scissi” e “Scollegati”, non rivestono i ruoli che i concetti di Potenza ed Atto ricoprono nella Filosofia dello Stagirita.

Singolare è poi vedere come Croce abbia separato il piano contemplativo dell’uomo singolo, fatto di Arte e Filosofia, i temi principali nell’idealismo di F.W.J. Schelling, dal livello pratico sociale costituito da Etica ed Economia, gli interessi prevalenti nel “Materialismo” di Karl Heinrich Marx.

Sembra quindi che Croce, in modo abbastanza singolare, partendo dal pensiero di G.W.F. Hegel, l’abbia prima scomposto secondo i Temi centrali di Immanuel Kant, vale a dire Teoretica, Etica ed Estetica, per poi aggiungervi un ulteriore quarto aspetto: il lato Economico.

Fatto ciò il filosofo napoletano di nascita abruzzese è sembrato ricomporre il suo personale idealismo nella fusione di un pensiero teorico-estetico, simile a quello di Schelling, con una riflessione etico-economica, vicina alle proposte teorico-pratiche di Marx.

Del resto i suoi riferimenti teorici in Italia sono stati costituiti dalle Speculazioni dell’hegeliano Bertrando Spaventa e dalle Riflessioni del marxista Antonio Labriola, senza considerare l’Enorme influsso dell’amico di un tempo che fu, il fichtiano Giovanni Gentile.