L’Atomismo da Democrito a Thomas Hobbes

L’anno 1588, in cui nacque il filosofo inglese Thomas Hobbes (1588-1679), fu una data fondamentale non solo per la Storia della  filosofia occidentale ma anche per il plurisecolare scontro tra il Vecchio e il Nuovo ordine mondiale.

Fu infatti proprio in quell’anno che i sogni di gloria dell’Invincibile armata spagnola si infransero fragorosamente contro la flotta inglese, capitanata dal celebre corsaro Sir Francis Drake (1540-1596).

Ma al di là degli eventi storici esteriori pur significativi la riflessione antropologica e politica del filosofo inglese Thomas Hobbes ha rappresentato e rappresenta tutt’oggi uno dei momenti teorici chiave nella Vicenda del lungo e sotterraneo conflitto politico-culturale tra l’autorità di Roma e il potere di Londra.

Fu invero proprio il filosofo di Westport che, criticando aspramente la metafisica tradizionale di matrice platonica, aristotelica e scolastica, sferrò un duro e decisivo colpo al vecchio potere legislativo del Sacro romano impero e della Chiesa cattolica.

A partire dall’elemento comune dell’atomismo una delle personalità teoricamente più vicine al pensiero hobbesiano può senz’altro essere rintracciata nell’emblematica figura del filosofo greco antico Democrito (460 a.C.-370 a.C.).

In effetti il pensatore inglese ricorda il filosofo di Abdera non solo per l’impostazione atomistica, che applicò agli ambiti antropologico e politico, ma anche per i grandi settori in cui organizzò la sua riflessione, vale a dire la fisica, l’antropologia e la politica.

Non casualmente l’autorità indiscussa Platone (428/427 a.C.-348/347 a.C.), già conscio delle conseguenze politiche immediatamente conseguenti alla Fisica di Democrito, si auspicò che tutte le opere del sapiente di Abdera venissero rapidamente date alle fiamme.

E Hobbes, per dar luogo al suo sistema deterministico, opposto alla dottrina cattolica del libero arbitrio, recuperò proprio l’atomismo da Democrito, il Nominalismo dal dotto francescano Guglielmo di Ockham (1285-1347) e il Meccanicismo dal padre della scienza moderna Galileo Galilei (1564-1642).

Ciò comportò l’abbandono graduale e progressivo della definizione aristotelica di uomo come “animale razionale e sociale” in favore di un meccanicismo di tipo deterministico sia in campo individuale che nell’ambito più esteso della società civile.

Nell’immagine una foto del Magdalen College a Oxford in Inghilterra (Regno unito).