Le avventure della Volontà

Con il Tema dell’imperscrutabilità della Volontà divina, desunto in parte dalla Teoria della grazia di Sant’Agostino, il teologo sassone Martin Lutero ci ha introdotto ad una parte cospicua di quell’epoca che comunemente chiamiamo “Modernità“.

Partendo da questa enunciazione ho potuto distinguere tre Serie principali di Autori che in qualche modo ci hanno accompagnato dal Rinascimento alla medesima Epoca moderna a noi più prossima:

A) la Serie scientifica costituita principalmente da Niccolò Copernico, Isaac Newton, Albert Einstein;

B) la Serie filosofica formata in maggior parte da Niccolò Cusano, Immanuel Kant e Karl Reimund Popper;

C) la Serie psicologico-irrazionale, inaugurata a mio avviso da Martin Lutero, ma soprattutto proseguita da Arthur Schopenhauer e Sigmund Freud.

03 La Speculazione teologica di Lutero ha infatti fornito dal mio punto di vista un Completamento e/o quasi un complementare Contraltare alla “Dotta ignoranza” di Niccolò Cusano intorno all’inconoscibilità della Natura divina.

Tale Natura divina sarebbe infatti diventata di lì a poco la “Cosa in sé” mai perfettamente conoscibile secondo le Riflessioni di Immanuel Kant nella sua “Critica della ragione pura”.

Il concetto di Volontà si è dunque fatto largo nel Rinascimento e nella Riforma soppiantando e/o sostituendo quello di “Atto“, massicciamente presente nella Metafisica di stampo aristotelico prevalente nell’Europa medioevale.

Dopo tale trionfale comparsa questa stessa Figura dello Spirito ha poi assunto le Sembianze della Volontà generale nel “Contratto sociale” di Jean Jaques Rousseau, di un Mare oscuro nel “Mondo come Volontà e Rappresentazione” di Arthur Schopenhauer, dell’Inconscio singolo e pulsionale nella “Psicoanalisi” di Sigmund Freud, e infine di un “Inconscio più ampio, Archetipico e collettivo” nella “Psicologia esoterica” di Carl Gustav Jung.

Quella stessa Volontà prima divina e imperscrutabile, poi generale, poi ancora irrazionale ed infine inconscia si sarebbe trasformata di nuovo ed ancora nella “Volontà di potenza” teorizzata da Friedrich Wilhelm Nietzsche e messa in atto dall’Oltreuomo Adolf Hitler nel e con la sua Germania nazista.

E forse nelle intenzioni del Filosofo tedesco, di nascita sassone come Lutero, l’Immagine del Superuomo avrebbe dovuto costituire, tanto nella teoria quanto nella pratica, una rivisitazione della Figura aristocratica del Faraone egiziano, Incarnazione e Rappresentazione di una Volontà divina operante sulla Terra.