Le due Anime di Gustave Flaubert

Nel suo capolavoro del 1856 “Madame Bovary”, il celebre scrittore Francese Gustave Flaubert ha evidenziato il Contrasto tra la sperduta Provincia francese, in cui ha confinato la nuova Borghesia nascente assieme ai suoi Personaggi, e il Sogno romantico di una Fuga da questo Mondo verso una Parigi sempre più lontana.

Nelle Figure dei due Protagonisti Charles Bovary ed Emma Rouault, poi Madame Bovary, lo Scrittore di Rouen ha infatti trasfigurato le sue due diverse Anime, rispettivamente l’una Disincantata e Risvegliata, l’altra Romantica e Sognatrice.

Il libro ha infatti offerto, tramite uno Sguardo pubblico dell’Artista come Uomo disadattato ed un altro più intimo e privato della stessa Autocoscienza artistica, due diversi punti di vista sulla duplice Personalità dell’autore.

A riprova di ciò nel Romanzo l’Ufficiale sanitario Charles ha rappresentato la Volgarità disillusa del Mondo quotidiano mentre la Sognatrice ed adultera Moglie ha impersonato il Sogno romantico per sempre infranto di una Vita migliore consacrata all’Agio, alla Passione ed all’alta Società.

L’Anima romantica di Madame Bovary ha così cercato di fuggire ed evadere dall’Istituzione del Matrimonio così come dalla noiosa Quotidianità della Provincia francese tramite Amori impossibili e mai corrisposti integralmente dai diretti interessati come lo Studente di giurisprudenza Léon Dupuis e il ricco Proprietario terriero Rodolphe Boulanger.  

Ma dopo il previsto Naufragio di queste speranze e la conseguente Morte della protagonista tramite Autoavvelenamento per Arsenico il fedele, e pur sempre innamorato marito, Charles Bovary ha potuto Risvegliarsi dal suo “Dormiveglia estatico” venendo a conoscenza di tutte le Contraffazioni operate dallo Spirito romantico (della moglie) per raggiungere i suoi Scopi.

E gli anni in cui Gustave Flaubert in Letteratura ha raccontato l’Epilogo del Romanticismo nell’Universalità di una Breve Narrazione sono stati anche gli stessi in cui Paul Cézanne ha operato il suo passaggio dal Romanticismo al Naturalismo in Ambito Pittorico.

Flaubert, il presunto “Idiota della famiglia”, come lo avevano apostrofato in casa, citando il titolo della celebre opera di Jean-Paul Sartre del 1971-72 sullo stesso argomento, ha dunque potuto prendere atto dell’Infrangersi degli antichi Sogni romantici contro la pochezza della nuova Borghesia nascente.