Le Polis greche e l’antico Egitto

I rapporti tra le Polis dell’antica Grecia e il Regno dinastico dell’antico Egitto sono stati numerosi, importanti e prolifici sia dal punto di vista degli scambi commerciali che da quello più squisitamente culturale.

È infatti ormai piuttosto noto che filosofi di primissimo piano come Pitagora e Platone hanno compiuto dei viaggi probabilmente d’iniziazione, nella Valle del Nilo.

E ad ogni modo non sappiamo con certezza se il Filosofo di Samo abbia tratto dalla complicata geometria egiziana solo delle serie significative di numeri in rapporto tra loro come ad esempio (3, 4, 5) per dedurne solamente dopo il suo teorema o, se addirittura, ne abbia estrapolato la formula già completa riguardante la somma delle aree costruite sui due lati di un triangolo rettangolo equivalente all’area costruita sulla sua ipotenusa

In ogni caso anche il filosofo ateniese Platone, per bocca del suo maestro riconosciuto Socrate, nel celebre dialogo “Fedro”, è ricorso di nuovo a un misterioso mito egiziano con protagonisti il faraone Thamus e lo scriba Theut per dare una sua valutazione critica dell’invenzione della scrittura.

E nel suo ultimo dialogo conosciuto, il “Timeo”, ha anche fatto riferimento a un oscuro continente perduto di nome Atlantide, per molti studiosi indissolubilmente legato alla più arcaica Civiltà predinastica giunta probabilmente per prima sulle sponde del Nilo.

Fatto sta che l’allievo più illustre di Aristotele, già discepolo di Platone, ovvero Alessandro Magno, quando ha dovuto decidere dove porre la capitale del suo vasto Impero ha optato proprio per il delta del Nilo fondando in questo sito la Città sua omonima di Alessandria

Rimane poi lecita una domanda: il grande condottiero macedone, che ha dato origine alla dinastia tolemaica, ha composto con le sue conquiste un impero inedito o ha riunito nuovamente territori che un tempo erano già stati amministrati sotto un arcaico e dimenticato governo globale?

E infine nel primo secolo secondo la storia ufficiale la Chiesa cristiana nascente non ha esitato a porre in Egitto proprio ad Alessandria uno dei suoi patriarcati più importanti affidato per la prima volta da Marco Evangelista al vescovo Aniano nel 62 dopo Cristo.

Questo incarico sarebbe stato poi ricoperto niente meno che da San Cirillo, il famoso inventore dell’alfabeto cirillico assieme a San Metodio, ma anche il mandante ufficiale dell’esecuzione della filosofa neoplatonica Ipazia.  

La biblioteca di Alessandria, che è andata distrutta più volte tra il 48 e il 642 dopo Cristo ha infatti preso fuoco anche grazie all’opera di integralisti cristiani come i cosiddetti Parabolani.

In tali incommensurabili scempi culturali si sono salvati alcuni autori comodi alla dottrina cristiana come Platone e Aristotele mentre sono andate perdute le opere di molti altri scrittori più scomodi come alcuni Presocratici, molti Stoici e altrettanti Epicurei.

Di questi ultimi sarebbe stata riscoperta l’importanza solo molti secoli più tardi con il provvidenziale avvento del Rinascimento europeo.

Nell’immagine un particolare del complesso templare di Karnak in Egitto.