Le Stanze segrete di Osimo

Questo agosto 2016 ho raggiunto la città fortificata di Osimo, nelle Marche, per una visita alla nota mostra allestita nel fastoso Palazzo Campana e intitolata “Le stanze segrete di Vittorio Sgarbi”.

Dopo aver visionato l’ottima collezione d’opere d’arte, acquisite dal critico con l’aiuto della madre in anni ed anni di faticose ricerche spirituali e materiali, mi sono recato a visitare le famose grotte artificiali, realizzate nei secoli sotto tutto lo sviluppo del centro storico cittadino.

La giovane guida, dopo una breve introduzione, mi ha introdotto nel sottosuolo descrivendomi la notevole ampiezza dell’ipogeo e spiegandomi che il sito era stato probabilmente iniziato dall’antico popolo dei Piceni nel nono secolo avanti Cristo circa.

Gli antichi Romani lo hanno poi utilizzato come un grande acquedotto creando un’ampia cisterna proprio sotto il centro dell’agglomerato urbano allora esistente.

È poi venuto il turno dei Frati minori conventuali della Chiesa di San Francesco (oggi di San Giuseppe da Copertino) che, sempre secondo la guida, avrebbero percorso gli oscuri ed estesi sotterranei allo scopo di raccogliersi in una silenziosa preghiera, 15 m e anche oltre, sotto il livello stradale.

Gli abitanti del luogo insieme ai partigiani avrebbero poi utilizzato le stesse caverne per proteggersi dai bombardamenti del secondo conflitto mondiale, causando, loro malgrado, gravi danni all’originaria struttura del sito.

Scendendo però nelle profondità di questi oscuri sotterranei ho notato, mentre la guida parlava dell’ingegneria idraulica del sito, simboli molto particolari sulle pareti diffusamente incise.

Più in dettaglio si trattava di una doppia emme, stemma di Maria Maddalena, di una singolare Croce di sembianza rosacrociana, e di uno strano luogo circolare, intorno a un’ampia colonna, anch’essa incisa con immagini di figure umane di difficile identificazione.

Sicuro che non si trattasse di soli frati in meditazione ho così deciso di svolgere ulteriori ricerche per conto mio allo scopo di corroborare alcune congetture che già si erano presentate alla mia inquieta mente durante l’interessante sopralluogo.

Sono così venuto facilmente in possesso di molte informazioni di cui la giovane guida, volontariamente o involontariamente, non mi aveva messo a conoscenza durante il breve percorso di circa mezz’ora.

Innanzi tutto molteplici e differenti sono le rappresentazioni di cui sono state ornate le grotte: dai bassorilievi di carattere religioso custoditi all’interno delle Grotte del Cantinone, ai simboli legati alla presenza dei Cavalieri Templari, dal 1167 al 1317, e del Sovrano Militare Ordine di Malta, come la “triplice cinta” e la croce a otto punte, ben visibili all’interno delle Grotte Simonetti.

Un ulteriore caso a sé stante è costituito dalle grotte che si trovano al di sotto dell’importante e già menzionato Palazzo Campana: al loro interno si trovano infatti due gallerie le cui volte e pareti sono ornate di bassorilievi allegorici di indubbio significato esoterico.

E per concludere non credo sia un caso se un Battistero dedicato a San Giovanni Battista e una venerazione di Maria Maddalena esistessero già prima che i Vescovi della zona consacrassero una grande Basilica al culto di San Francesco il 7 Maggio 1234.

Nell’immagine una foto delle Grotte del Cantinone nell’esteso ed intricato sottosuolo della città di Osimo