L’eterno Ritorno del Capitale

Per molto tempo il concetto marxiano del Capitalismo come “Rivoluzione permanente” e la Teoria nietzscheana dell’“Eterno ritorno dell’uguale” sono stati posti in contraddizione ma in realtà, a ben vedere, costituiscono due facce della stessa realtà post-moderna.

Se infatti pongo dell’acqua o un altro liquido (rappresentante la liquidità del denaro) in un recipiente di forma rotonda (al posto del mondo globalizzato) e comincio a girare ottengo un girone e/o vortice fisico che rimanda, almeno nella forma, ai circoli viziosi di tipo dantesco.

Non stupisce allora che proprio nella prefazione alla prima edizione della sua opera più matura, “Il Capitale”, Karl Heinrich Marx (1818-1883) abbia citato il canto infernale numero 13 dal Purgatorio della “Divina commedia” di Dante Alighieri (1265-1321), edita per la prima volta nel 1472.

A pagina 43 della dodicesima edizione Newton Compton editori (luglio 2013) è infatti possibile leggere: “Ogni giudizio di critica scientifica sarà da me bene accolto. D’altra parte circa i pregiudizi della cosiddetta pubblica opinione, cui non ho mai fatto concessioni, vale per me in ogni caso la sentenza del grande fiorentino: ‘segui il tuo corso (‘vien dietro a me’ nel poema dantesco), e lascia dir le genti!’” 

Del resto il concetto di “Rivoluzione” comparve per la prima volta nell’ambito della nascente fisica moderna nell’opera dell’astronomo e astrologo polacco Niccolò Copernico (1473-1543) intitolata “De revolutionibus orbium coelestium” (“Sulle rivoluzioni degli astri celesti”, 1543), per descrivere il moto circolare dei pianeti intorno al Sole.

Il Regime economico capitalistico ha dunque abbattuto, forse più di ogni altro meccanismo sociale, quell’ideale moto lineare della Storia universale che si era inaugurato col padre della chiesa Sant’Agostino d’Ippona (354 d.C.-430 d.C.) per chiudersi con la filosofia idealistica di G.W.F. Hegel (1770-1831) che a tal proposito ha potuto affermare: “Io sono l’ultimo filosofo cristiano”

Con il Capitalismo globalizzato e assoluto si è dunque potuta affermare proprio quella Teoria dell’“Eterno ritorno dell’uguale” che Friedrich Wilhelm Nietzsche (1844-1900) era sembrato contrapporre al Liberalismo in termini neo-aristocratici o addirittura nuovamente tribali

È così avvenuto che anche l’“Apocalisse dei Valori”, tanto profetizzata dal Filosofo di Röcken, si sia dunque potuta avverare soltanto sul terreno positivo e/o storico-determinato di un Regime di Scambio globale

Nell’immagine il quadro “Manifestazione interventista” realizzato dal pittore Carlo Dalmazio Carrà (1881-1966) nel 1914.