Limitatezza e Illimitatezza

I Filosofi hegelo-marxisti Costanzo Preve e Diego Fusaro, riprendendo le note Idee di Karl Heinrich Marx sull’argomento, hanno riconosciuto nell’elemento dell’Illimitatezza il Carattere essenziale e costitutivo del Dispositivo anonimo e Capitalistico della Produzione.

Contraddicendo a questa Tesi, i due principali autori dell’Esistenzialismo italiano Emanuele Severino e Umberto Galimberti hanno invece individuato l’origine della diffusione del Concetto di Illimitatezza nelle Dottrine giudaico-cristiane.

Le grandi Religioni Monoteistiche sono state infatti le prime a promettere all’uomo occidentale per la prima volta il raggiungimento della Vita eterna, possibilmente accompagnato da un godimento illimitato di beni.

A questo proposito il filosofo tedesco Ludwig Feuerbach nei suoi due scritti principali “L’essenza del Cristianesimo” (1841) e “L’essenza della Religione” (1846) aveva già scorto la Consistente differenza tra la Considerazione greco-antica di un Cosmo limitato, e sottoposto ad un Tempo circolare, rispetto alla Rappresentazione giudaico-cristiana di un Universo infinito, e organizzato secondo un Tempo a direzione lineare.

Lo stesso Carattere dell’Illimitatezza era peraltro già stato posto in evidenza dal più illustre esponente dell’Idealismo tedesco G.W.F. Hegel che lo aveva apostrofato con la perentoria definizione di “Cattivo infinito”.

E la stessa dimensione lineare è stata posta anche all’origine di tutte le “Cattive metafisiche” secondo l’interpretazione di Friedrich Wilhelm Nietzsche e Martin Heidegger teorici rispettivamente dell’Eterno Ritorno dell’Uguale e del Circolo ermeneutico.

Infatti se per il Filosofo di Rocken la Storia dell’occidente è stata principalmente una “Storia di Decadenza” per il Filosofo di Messkirch la “Storia della Metafisica”, oltre a costituire un gigantesco Fenomeno di Deiezione, si è manifestata come una lunga Preistoria dell’Affermazione Tecnico-scientifica.

Heidegger dunque, in modo simile a quanto aveva già fatto il suo connazionale Nietzsche per il Fenomeno della Decadenza, ha rintracciato l’inizio del Fenomeno di Deiezione e della Metafisica soggettiva nella Speculazione platonica così come nelle Predicazioni del maestro Socrate.

La filosofia di questi ultimi avrebbe infatti apportato nuove Categorie sovrastrutturali, e dunque già Metafisiche, al naturale Disvelamento dell’Essere posto in atto dai Filosofi presocratici come Parmenide da Elea ed Eraclito da Efeso.

In questa stessa cornice il grande Platone può essere posto accanto a Marx come un Filosofo della Prassi Politica oltre che ovviamente della Ricerca Teoretica.

Ma tale Impegno Pratico-Politico ha costituito per il Profeta della Postmodernità Heidegger solo uno tra i tanti Modi o Strutture possibili del Progetto e della Trascendenza umani.