Lo Spazio infinito e il Tempo profondo

Per molti Secoli, ma più probabilmente per numerosi Millenni, il Genere umano non ha potuto prendere Coscienza della reale Forma sferica del suo Pianeta ospitante: la Terra.

E qui, solo per inciso, mi piace sottolineare che nella Lingua italiana “Avere coscienza” significa sia Acquisire una nuova “Conoscenza” che Possedere una reale “Etica personale”.

È infatti probabile che una prima Esperienza empirica e fenomenica al contempo abbia suggerito alla Percezione visiva umana una Sembianza maggiormente Lineare che Curvilinea del suo Ambiente circostante.

Ciò dev’essere avvenuto principalmente a causa del Fattore di scala e cioè per l’ovvia ed evidente Differenza di grandezza tra le dimensioni dell’Uomo e quelle del Pianeta Terra.

Se le cose sono andate in questo modo per quanto ha riguardato la Visione dello Spazio qualcosa di molto diverso è avvenuto per quel che ha interessato la Percezione del Tempo.

Infatti la Dimensione spaziale ha faticato assai meno a presentarsi come Infinita e Lineare rispetto a quella Temporale che si è invece mantenuta Limitata e Ciclica per molto tempo a causa dell’evidente Condizione esistenziale umana.

Ed è a questo stesso proposito che il celebre Filosofo stoico romano antico Lucio Anneo Seneca ha potuto affermare perentoriamente in un suo celebre Aforisma: “Il Tempo è l’unica cosa che l’uomo possiede”.

In Epoca moderna uno fra i primi Filosofi a parlare dell’Infinità dello Spazio è stato l’italiano Giordano Bruno mentre uno fra i primi autori a parlare della Profondità del Tempo è stato invece lo studioso scozzese James Hutton che ha contribuito enormemente alla Fondazione della Geologia contemporanea.

Ed è proprio prendendo spunto dalle Considerazioni della Geologia moderna, nuovamente codificata ai suoi tempi da Charles Lyell, che il più famoso Charles, Darwin, assieme ad altri Evoluzionisti, ha potuto dar luogo all’attuale Paradigma evoluzionistico dominante in Ambito biologico e non solo.

Da questo momento il Tempo, che si era già fatto Infinito nelle Speculazioni di Filosofi illuministi, come ad esempio Georges-Louis Leclerc de Buffon e Nicolas de Condorcet, e/o Idealisti, come ad esempio F.W.J. Schelling e G.W.F. Hegel, è diventato Illimitato anche nel Campo di quei Saperi considerati o cosiddetti Scientifici.