L’Oscuro Incedere della Libertà

Nell’articolo intitolato “Hegel e la Rosacroce”, pubblicato su questo blog Novo Stilos il 6 Agosto 2015, ho accennato brevemente agli oscuri legami tra il Filosofo di Stoccarda (1770-1831) e la misteriosa Confraternita dei Rosacroce evidenziati anche dallo storico del pensiero Karl Lowith (1897-1973) nella sua importante opera ormai classica “Da Hegel a Nietzsche: la frattura rivoluzionaria nel pensiero del 19° secolo” (Zurigo, 1941).

Assodato che il Rapporto tra Filosofia ed Esoterismo ha riguardato l’intera Storia del pensiero occidentale (dalle prime influenze mesopotamiche sulle Scuole misteriche dell’Asia minore alle più recenti interrelazioni tra il Mondo dell’Occulto e l’Irrazionalismo filosofico) mi interessa qui porre l’attenzione sul modo in cui tali relazioni hanno interessato da vicino anche gli altri esponenti illustri dell’Idealismo tedesco (soggettivo e/o oggettivo) quali sono stati Immanuel Kant (1724-1804), Johann Gottlieb Fichte (1762-1814) e F.W.J. Schelling (1775-1854).  

E a questo stesso proposito è assai noto come il Filosofo di Königsberg abbia raccontato più volte di essersi risvegliato dal suo “dormiveglia dogmatico” – procuratogli dalle dottrine degli autori dogmatici logicisti tedeschi Gottfried Wilhelm von Leibniz (1646-1716)  e Christian Wolff (1679-(1754) – in seguito a un’attenta lettura delle opere degli empiristi scettici inglesi John Locke (1632-1704) e David Hume (1711-1776).

Si può infatti notare come questo tipo di risveglio, occasionato da circostanze occasionali, ricordi da vicino l’abbandono del sonno tipico della tradizione esoterica, di cui ho scritto anche nell’articolo sul filosofo presocratico greco-antico Eraclito da Efeso (535 a.C.-475 a.C.) intitolato “Eraclito e il Pensiero esoterico” e apparso su questo blog Novo Stilos il 5 Gennaio 2016.

Del resto è altrettanto noto come l’episodio storico concreto della Rivoluzione francese (1789), organizzata dalle Società segrete, di concerto con l’allora ascendente Classe borghese, abbia influenzato sia le opere di Kant che quelle di Fichte, specialmente nel passaggio dalla filosofia teoretica (“Critica della ragion pura” del 1781-1787) a quella pratica (“Critica della ragion pratica” del 1788) già anticipatrice dei successivi “Fondamenti dell’intera dottrina della Scienza” del 1794.

E in modo simile è altrettanto noto come il già menzionato padre dell’idealismo etico Fichte sia stato iniziato alla Massoneria a Zurigo nel 1793, tenendo addirittura delle lezioni sull’argomento, poi pubblicate per la prima volta dall’Editore Fischer sulla rivista massonica “Eleusinien” tra il 1802 e 1803, con il titolo quanto mai emblematico di “Filosofia della Massoneria”.

Passando dall’Idealismo soggettivo di Kant e Fichte all’Idealismo oggettivo (estetico e/o logico) di Schelling ed Hegel, questo ha avuto come suo naturale correlato storico l’evento dell’Epopea napoleonica che, com’è noto, è stata anch’essa organizzata e sospinta da misteriosi poteri forti per raggiungere certi scopi quali l’abbattimento delle ultime istanze istituzionali di matrice feudale e cattolica.

Le medesime due opere chiave di quest’ultimo Indirizzo filosofico, quali sono state il Sistema dell’idealismo trascendentale (1800) e la Fenomenologia dello spirito (1807) hanno entrambe illustrato il percorso graduale della coscienza e dell’autocoscienza verso una conoscenza assoluta destinata, già per il linguaggio estremamente tecnico, a un esiguo numero di iniziati.

La Ragione, fattasi libertà e identificata dal Filosofo di Stoccarda nella figura di Napoleone Bonaparte (1769-1821) a cavallo, si è dunque trasformata nello Spirito del tempo (Zeit-geist), capace di negare, almeno parzialmente, le ultime cristallizzazioni di un Intelletto statico, momentaneo depositario di alcune Figure intellettuali e sociali già destinate a una qualsivoglia Archeologia dei saperi.

Nell’immagine una riproduzione del dipinto “La libertà che guida il popolo”, realizzato dal pittore francese Eugène Delacroix nel 1830.