Metafisica e Trinità

La Concezione rinascimentale dell’Uomo come Specchio, Centro e Sintesi dell’Universo, al contempo, si sposa molto bene con quella della Religione cristiana.

Infatti se questo modo di vedere le cose ha immaginato l’Essere umano come un’Ente a metà strada tra la “Divinità” e la “Bestia” è chiaro come Dio possa essersi fatto Uomo in Cristo assumendo Materia e corpo per poi perderli di nuovo nella sua salita al Monte del Golgota, anche nota come “Via crucis”.

Il Racconto significante attorno a cui si è mosso il Cristianesimo è dunque un Mito concordante e cioè una Storia in cui il “Principio” coincide con la “Fine” o, se preferite, il “Prologo” concorda con l'”Epilogo”.

Cristo è sceso sulla “Terra” tramite un’Immacolata concezione per poi risalire al “Cielo” attraverso un Calvario, dopo aver ovviamente salvato il Genere umano dai suoi Peccati, ma soprattutto dal Peccato originale commesso a suo tempo da Adamo nel giardino dell’Eden.

In questa “Breve Narrazione” l’Anima rappresenta il Seme, o Spirito santo, che si traduce in un Corpo, quello di Cristo, per poi ricongiungersi di nuovo con il “Padre”, ovvero “Dio”, all’interno di un circolo misterioso che usiamo chiamare Trinità.

Nella stessa “Partizione triadica”, credo peraltro, non sia difficile scorgere l'”Argomentazione sillogistica” di Aristotele in “Sostanza”, Dio padre, “Potenza”, Spirito santo, ed “Atto”, Gesù Cristo.

Singolare è a questo proposito notare come ogni Cristiano, senza saperlo, ogni volta nel Rito del Segno della Croce, rievochi inconsciamente il Macro argomento triadico dello Stagirita.

Si capisce anche, a questo proposito, come e perché la Chiesa di Roma abbia scelto la Metafisica aristotelica per Organizzare e Giustificare i suoi Dogmi agli occhi del mondo “esterno” o “barbaro” o “infedele”.

La Dottrina di Aristotele è risultata di gran lunga la più adatta nel compito di Articolare la Grammatica del sapere potere cristiano fatta di “Soggetto”, “Copula” e “Predicato”.

E si capisce anche perché l’immenso Isaac Newton odiasse la Trinità pur essendo stato nominato Fellow al Trinity College: essa giustificava infatti una Metafisica di stampo aristotelico che egli intendeva rinnovare con i Principi della sua Scienza naturale moderna.

Ogni Cristiano, me compreso, deve dunque ricordarsi che quando si fa il Segno della Croce evoca anche, tra le altre cose, il Macro argomento, già teorizzato nel quarto secolo prima di Cristo, dal celeberrimo “Maestro di color che sanno“.