Oltre le Rovine dello Spirito

L’imponente Sistema filosofico eretto dal maggior esponente dell’indirizzo idealista G.W.F. Hegel (1770-1831) ha rappresentato e rappresenta ancor oggi, secondo autorevoli pareri, la sintesi razionale più alta, o per così dire l’apice estremo, che la filosofia occidentale abbia potuto raggiungere nel corso dell’epoca moderna.  

Seguendo la logica di un tempo lineare che a partire dalle “Confessioni” di Sant’Agostino (354 d.C.-430 d.C.) ha accompagnato la cultura occidentale, questa sintesi è stata raggiunta dal Filosofo di Stoccarda nell’ambito del Divenire, cioè di un tutto unitario che da Eraclito di Efeso (535 a.C.-475 a.C.) in poi già da sempre scorre.  

Infatti, solo per inciso, è bene qui ricordare che la filosofia greco-antica ha tagliato il traguardo del suo compimento nel Sistema filosofico di Aristotele (384 a.C.-323 a.C.) e quindi in un dominio dell’Essere statico non certo diveniente, almeno in senso lineare, ma al massimo destinato a un Eterno ritorno dell’uguale  

Alla “Fenomenologia dello Spirito”, pubblicata per la prima volta nel 1807, va dunque attribuito non solo e soltanto un significato formativo-iniziatico, ma anche, oserei dire, “apocalittico” prima ancora delle celebri martellate del filosofo Friedrich Whilelm Nietzsche (1844-1900). 

In questa Odissea del dubbio hanno trovato un comune destino di dissoluzione sia molta filosofia greco-antica che la religione cristiana, la quale, a partire dalla sua nascita e poi nel Medioevo, ha intrecciato indissolubilmente la sua sorte a quella del pensiero greco nell’ambito del Sapere teologico.    

Non a caso il Filosofo di Stoccarda, forse già consapevole e dunque autocosciente di tale straordinario mutamento storico, ha preventivamente e perentoriamente affermato: “Io sono l’ultimo filosofo cristiano”.  

Come nell’antichità al complesso Sistema aristotelico hanno fatto seguito i consigli morali del filosofo del giardino Epicuro (341 a.C.-270 a.C.) così, in epoca moderna, alla Sintesi hegeliana è seguito l’Indirizzo irrazionalista di Arthur Schopenhauer (1788-1860) teso a ricomprendere nel suo seno una piccola parte, se pur sintomatica, delle più antiche Sapienze orientali (Veda, Purāna eccetera).  

A ciò sono seguiti molteplici tentativi, come ad esempio quello di Martin Heidegger (1889-1976), volti a recuperare la Filosofia presocratica greco-antica oltre le rovine della lunga parabola cristiana, già abbondantemente picconata dal già citato Filosofo di Röcken.  

Dunque così come il Nichilismo irrazionalistico è stato inserito, se pure embrionalmente, nell’Etica deterministica di Baruch Spinoza (1632-1677) così anche la Dissoluzione del Cristianesimo è stata consegnata a una sua ultima Odissea narrativa nella Fenomenologia dello Spirito di G.W.F. Hegel.        

Nell’immagine una foto delle Rovine dell’antica città di Palmira in Siria.