Orizzonti Ufologici

I due nomi più noti del dibattito italiano in campo ufologico sono stati per molto tempo e restano ancor oggi il sociologo Roberto Pinotti e il celebre chimico dell’Università di Pisa Corrado Malanga.

Entrambi hanno militato nel C.U.N., il famosissimo “Centro ufologico nazionale” che dal 1966 si è occupato in modo ufficiale di registrare, catalogare e analizzare le numerose apparizioni dei cosiddetti  “Oggetti  volanti non identificati”.

E a questo stesso proposito si può tranquillamente affermare che Pinotti con il suo approccio rappresentato e rappresenta a tutt’oggi la fazione più logica, empirica, critica e pragmatica dell’ufologia italiana.

Quest’impostazione si è diretta dall’esterno delle esperienze verso l’interno dell’intelletto umano attraverso una modalità che, che, utilizzando un’espressione pittorica, potremmo anche chiamare “impressionista”.

Di tono completamente diverso, e per certi versi opposto, è apparsa invece la posizione proposta e argomentata dallo studioso di Pisa Corrado Malanga.

Il suo tipo di approccio si è mostrato infatti più idealista, irrazionalista, spiritualista ed esistenzialista ovvero diretto dall’interno della coscienza verso l’esterno dei fenomeni pensati, e dunque “espressionista”.

Per ricondurre questo discorso entro una metafora di tipo storico-filosofico potremmo quindi affermare che il rapporto tra questi due ricercatori è stato di un tipo piuttosto simile a quello tra i celebri filosofi tedeschi Immanuel Kant e G.W.F. Hegel.

In questo breve scritto m’interessa in particolare approfondire i punti di contatto che ho riscontrato tra le ipotesi proposte da Corrado Malanga e il sistema filosofico dell’autore di Stoccarda.

In sintesi le maggiori intersezioni che ho potuto ravvisare possono anche essere elencate secondo un semplicissimo schema articolato secondo quattro lettere principali:

A) L’importanza della “Consapevolezza” malanghiana che Hegel aveva già chiamato “Autocoscienza”;

B) Il cammino della consapevolezza verso quel “Mondo felice”, immaginato da Malanga, che Hegel aveva già ribattezzato con l’appellativo di “Spirito assoluto”.

C) L’illusorietà dei “Sistemi dualisti” e di quel “Mondo duale” che Hegel aveva già rintracciato nelle aporie dell’intelletto finito.

D) La possibilità di giungere alla “salute”, intesa come consapevolezza, tramite il superamento dialettico delle contraddizioni già prospettato da Hegel come un andare oltre lo stadio della “coscienza infelice”.

Se dunque Pinotti si è limitato ad osservare il fenomeno dal punto di vista scientista, e quindi dell’emisfero sinistro del cervello, Malanga ha tentato un’interazione con l’emisfero destro per un superamento delle dicotomie tanto abusate quanto stantie di Scienza e Religione, Intelletto e Spirito eccetera eccetera.

Nell’immagine un gruppo di “Oggetti volanti non identificati” in formazione.