Per una Grammatica inconscia del Pensiero esoterico

Secondo i Frammenti e le Testimonianze di cui disponiamo oggi i primi filosofi greci come Talete, Anassimene, Anassimandro ed Eraclito, avevano organizzato la “Realtà“, naturale e umana, rispettivamente in base ai quattro “Archè“, o Principi basilari, quali l’Acqua, l’Aria, la Terra ed il Fuoco.

Questi stessi Principi sono poi stati considerati dal “Maestro di color che sanno” Aristotele come i quattro Elementi principali, primordiali e presenti in Regioni ben precise del Cosmo, a Costituzione e Ordinamento dell’intero Universo conosciuto.

Acqua, Aria, Terra e Fuoco hanno quindi finito per costituire le quattro Categorie sotto le quali ordinare e catalogare ognuna delle dodici Costellazioni o Segni in cui gli antichi Babilonesi avevano già a quel tempo diviso lo Zodiaco stellato.

Gli antichi Romani hanno poi fatto corrispondere ad ognuna delle divinità greche rispettivamente ognuno dei sette Pianeti principali, che ancora oggi compongono i nomi dei nostri giorni settimanali come Marte, Mercurio, Giove, Venere eccetera.

Possiamo così vedere come al modo in cui l’Impero romano aveva conquistato e/o incontrato prima la Grecia poi l’Egitto e poi ancora l’Impero persiano così nella sua grande Astrologia si erano già fuse tre ampie Tradizioni:

A) la Magia dell’antico Egitto;

B) l’Astrologia babilonese, originaria dei territori dell’antica Persia;

C) la Mitologia e la Filosofia provenienti dalle Colonie ioniche e dal Peloponneso.

Questa Commistione di credenze spazio-temporalmente diverse o Sincretismo culturale sarebbe perdurata con caratteri simili durante tutto il Medioevo e gran parte della breve Epoca rinascimentale specialmente nelle due grandi Correnti dello Gnosticismo e del Neoplatonismo.

In seguito l’aspetto qualitativo e interpretativo del Sapere astrologico, considerato ormai come Esoterico, si sarebbe sempre più differenziato dall’aspetto “quantitativo” ed “identico” della Scienza fisico-astronomica.

Ed è proprio a questo proposito, nella segnalazione di un cambiamento epocale, che Galileo Galilei avrebbe potuto affermare la famosissima frase: “La natura è un libro scritto in caratteri matematici”.

La “Modernità”, identica e quantitativa, avrebbe presto relegato l’Astrologia insieme alla Magia, all’Alchimia e alla Profezia in quell’immenso Campo di negatività che ha da lungo tempo preso il nome di “Esoterismo “.

Se poi il vasto Regno dell’esoterico, chiamato anche da Carl Gustav Jung “Inconscio collettivo”, si sia ampliato nel corso del tempo o abbia mutato quantità e qualità del suo “Campo d’azione” da un’epoca all’altra questo è argomento di discussione.

Io in ogni caso ho propeso in passato e propendo a tutt’oggi per la seconda Ipotesi valutando la “Possibilità”, suggeritami dal mio maestro di sempre Michel Foucault, che possa esistere per ogni diversa Età una Grammatica inconscia dell’esoterismo.

Tale Sintassi dovrebbe tener conto dell’intima Organizzazione di quelle Discipline e dei loro rispettivi Soggetti/Oggetti che in ogni differente epoca il Sapere riconosciuto ha dichiarato come Oscuri.

Si tratta dunque di un Lavoro ermeneutico anticipato e intrapreso forse per la prima volta dallo stesso Archeologo di Poitiers nel suo primo capolavoro: “Storia della follia nell’età classica”.

Al termine di quell’epoca, attraversata infatti nel corso del libro, anche la Filosofia e la Psicoanalisi sarebbero state forse per la prima volta, e chissà fino a quando, dichiarate Esoteriche dal Sapere occidentale riconosciuto come già era avvenuto due secoli prima per la stessa Astrologia.