Progetto e Ordine

Come ha scritto il celebre filosofo statunitense Daniel Clement Dennett, in quello che secondo me resta uno dei suoi libri migliori vale a dire “L’idea pericolosa di Darwin”, il più famoso naturalista inglese, con la sua opera e i suoi scritti, ha sostituito il progetto divino con un ordine naturale.

In questa sostituzione il destino della teologia e quello della teleologia si sono ampiamente intrecciati dal momento che senza la possibilità della seconda è venuta a cadere anche la ragion d’essere della prima.

Questo processo di liberazione dalla ragione teleologica è cominciato a mio avviso molto prima di Charles Darwin, passando per le opere di Baruch Spinoza con il suo concetto di ordine geometrico, forse già anticipazione dei logaritmi della selezione naturale, ma addirittura ancor prima negli scritti di Martin Lutero a proposito del concetto di predestinazione che, ancora secondo me, sembra ben sposarsi con i principi della teoria genetica da Gregor Mendel in poi.

Il concetto di predestinazione si ritrova d’altra parte già in Sant’Agostino che probabilmente lo aveva tratto dal pensiero degli Stoici, già molto affezionati anch’essi al concetto di necessità.

Ma la questione dell’ineluttabilità dell’ordine naturale e del tempo che scorre la ritroviamo anche nei filosofi cosiddetti presocratici e nel loro concetto di archè, un principio base reggente un ordine impersonale e ateleologico seguito dalla natura senza alcuno scopo.

Sono stati poi Platone ed Aristotele, con i loro concetti della divinità quale Demiurgo o Motore immobile ad ancorare la ricerca filosofica a scopi antropocentrici e ad essere seguiti in questa scelta dalle grandi religioni monoteistiche quali l’Ebraismo, il Cristianesimo e l’Islam.

Grazie anche a questi ultimi due famosissimi autori l'”approccio teologico” ha potuto prosperare e registrare successi fino almeno al 1989, data in cui le idee di Karl Heinrich Marx hanno cessato, forse per sempre, di avere una loro applicazione nella realtà.

D’altra parte proprio la teoria marxista, anche a detta dei suoi sostenitori, si è formata in buona parte come una sintesi tra le dottrine di matrice platonica e quelle di stampo aristotelico, andando a formare per quasi due secoli un paradigma teologico e una nuova forma di religione: quella comunista.

Dopo il crollo del comunismo reale la regione dell’ateleologico, nelle principali esperienze del darwinismo e del pensiero tecnologico, ha così potuto estendersi su territori sempre più vasti organizzando le sue mire espansionistiche verso l’intera pangea epistemica come un tempo i navigatori delle potenze coloniali sull’insieme delle terre emerse oltre ogni mare e ogni oceano d’ignoranza.

E in questa sede si può ricordare che proprio da un viaggio in nave a bordo del brigantino Beagle è partito “Il viaggio di un naturalista intorno al mondo”, presagio delle conquiste che la teoria evoluzionista avrebbe registrato di lì a poco nella sua marcia inarrestabile di colonialismo scientifico.

E il popolo inglese ha avuto lungimiranza quando ha sepolto il padre riconosciuto dell’evoluzionismo, e forse della biologia moderna, nell’abbazia di Westminster accanto al padre riconosciuto della fisica, e probabilmente della scienza moderna, Isaac Newton.