Ragione, Rivoluzione… e Conservazione

In una conferenza tenutasi di recente dal titolo “Eros e civiltà” il filosofo italiano hegelo-marxista Diego Fusaro ha posto l’attenzione sui due recuperi coevi dell’opera di Hegel e di quella di Freud messi in atto dal celebre filosofo della Scuola di Francoforte Herbert Marcuse.

Si è trattato più in particolare dei famosissimi libri “Ragione e Rivoluzione” e dell’omonimo “Eros e Civiltà” pubblicati rispettivamente nel 1941 e nel 1955 entrambi negli Stati uniti.

All’inizio di questa conferenza, soffermandosi per un attimo sul significato più generale dell’opera “Ragione e rivoluzione” il filosofo di Torino ha posto l’attenzione sul valore originariamente rivoluzionario che Marcuse avrebbe attribuito alla Ragione di stampo hegeliano.

Ciò avrebbe comportato nelle parole dello stesso Fusaro il superamento di quella Dicotomia insolubile fra un Hegel reazionario e un Hegel conservatore affrontata anche da Norberto Bobbio nei suoi “Studi hegeliani” pubblicati nel 1981.

Nel suo libro forse più famoso “E la verità vi renderà liberi” del 1955 l’esperto di Controinformazione, David Vaughan Icke ha invece posto l’accento sul valore conservativo che secondo lui avrebbe ricoperto la Ragione hegeliana nel corso della Storia più recente.

L’articolazione più tipica della Ragione hegeliana è infatti quella della dialettica che si dipana secondo lo schema classico in tre momenti successivi ovvero in una Tesi, un’Antitesi e una Sintesi.

Ciò corrisponde secondo l’ex giornalista di Leicester a quel principio e/o metodo di Azione, Reazione e Soluzione che il Potere costituito mette in atto tramite un utilizzo massiccio dei Mezzi di comunicazione di massa.

Avviene infatti oggi assai spesso che i Mass media controllati presentino una Tesi (Azione) che suscita nell’opinione pubblica una Reazione (Antitesi) che a sua volta porta le istituzioni a una Soluzione (Sintesi).

Ma quest’articolazione e dunque anche la stessa ragione hegeliana, o quanto meno l’utilizzo che ne viene fatto, sempre secondo Icke, sarebbero legate a una Logica conservativa e non reazionaria sicuramente tutt’altro che progressista.

Questo Movimento dialettico della Logica del dominio mira infatti al mantenimento dello Status quo e non alla Rivoluzione liberatoria, auspicata da Marcuse e forse anche da Fusaro.

 

Nell’immagine “L’uomo razionale”, opera realizzata nel 1928 dal pittore, designer e architetto Nikolay Diulgheroff