Razionalità e Possibilità

Due dei maggiori Filosofi della Scuola di Francoforte come Theodore Wisengrund Adorno e Max Horkheimer hanno fatto risalire il Tema del Dominio ideologico e tecnologico alla stessa Mitologia greca e più in particolare al Poema omerico dell’Odissea in cui sarebbe comparsa una Ragione di tipo strumentale a guidare il prode Ulisse nel suo viaggio di ritorno verso Itaca.

E nella visione delle loro due opere più famose quali la “Dialettica dell’Illuminismo” e la “Dialettica negativa”, i due autori hanno presentato la Razionalità occidentale come qualcosa di privativo e negativo di parti cospicue della Natura umana come appunto l’Eros e la stessa Ragione speculativa.

Questo puntare il dito sugli aspetti “negativi” e “nullificanti” della categoria della Razionalità ricorda d’altra parte il modo negativo in cui il filosofo proto-esistenzialista Søren Kierkegaard si è rappresentato la categoria della Possibilità.

In questa prospettiva la Razionalità si fa dunque negativa, nel momento in cui nega la realizzazione di alcune Possibilità naturali-umane, mentre la Teoria critica diventa a sua volta una Negazione della negazione, dal momento in cui nega le Privazioni stesse perpetrate dalla Razionalità occidentale.

Ma, effettuando questo Cammino intellettuale, la Teoria critica stessa, Autoriflessiva per sua natura, al contrario della tradizionale Dialettica di G.W.F. Hegel, non ha inteso giungere ad esiti positivi.

Infatti Il Rifiuto adorniano di una Dialettica positiva ha implicato d’altra parte anche quello di tutte le Teologie e Ontologie assolute riscontrabili per lui anche nelle Filosofie dell’Essere di Edmund Husserl e Martin Heidegger.

Con questo atteggiamento Adorno ha messo in rilievo soprattutto gli Aspetti negativi della Ragione strumentale così come aveva già fatto Kierkegaard, su cui peraltro aveva pubblicato tre studi, rinviando a lungo termine, o forse per sempre, il momento di qualsiasi Prassi trasformativa.

Già nel momento in cui il filosofo di Francoforte scriveva, il tratto di una Prassi trasformatrice aveva d’altra parte accomunato e continuava ad accomunare da tempo remoto tutte le Teologie, le Ideologie e le Tecnologie assolute così come l’Apparato tecnico-scientifico tout court.

Ed un giudizio negativo sul Carattere aberrante di una nuova ontologia è stato pronunciato anche dal filosofo italiano Emanuele Severino nel suo celebre testo del 1972 “L’essenza del nichilismo”

Nell’immagine il dipinto “Cathedral of Commerce” di Rob Gonsalves.