Sbarco oltre i Paradigmi della Storia

Il periodo compreso tra il quinto e il quattordicesimo secolo dopo Cristo, meglio noto nel Mondo d’occidente come Età di mezzo o Medioevo, ha visto l’affacciarsi di due grandi Superpotenze sovranazionali quali il Papato e l’Impero sul palcoscenico della Storia universale, sempre occidentale.

Entrambe queste grandi Istituzioni hanno accampato legami con l’antica Sovranità di Roma ma mentre la prima se n’è potuta accreditare le stesse sedi geografiche e una simile organizzazione politico-giuridica, la seconda ha potuto solo limitarsi a contrastare le pretese accampate dalla Curia ecclesiale, in molte occasioni non senza l’aiuto delle armi.

È così avvenuto che l’antico Impero romano d’occidente ha cominciato a trasformarsi in quell’entità sociale e territoriale che oggi usiamo chiamare Europa.

E tutto ciò è accaduto nel bel mezzo di una Guerra, non sempre fredda, che ha trascinato sul teatro della Storia universale e del conseguente Ordine provvidenziale ogni Entità locale dal più piccolo Comune alla più grande Repubblica marinara, schierate ogni volta dall’una o dall’altra parte in quanto Guelfe o Ghibelline.

Nel Divenire generale l’Era di mezzo si è così lasciata alle spalle l’Antichità greco-romana in un modo non troppo dissimile da quello in cui la nostra Età postmoderna ha congedato la Modernità prima Illuminista e poi Romantica tra ‘700 e ‘800.

In questo arco di tempo il Sapere medioevale ha visto il prevalere della Metafisica aristotelica e della Teologia patristico-scolastica in un modo analogo a quello in cui la Prassi postmoderna ha puntato le sue carte migliori sull’Evoluzionismo darwiniano e sulla Tecnica, dalle infinite Applicazioni tecnologiche.

E se il Rinascimento, con la Svolta ermeneutica degli Esegeti umanisti come Lorenzo Valla, Marsilio Ficino e Pico della Mirandola ha posto fine a quest’epoca con una conseguente rivalutazione degli Autori Greci e Latini, l’arrivo di Cristoforo Colombo nelle “Americhe” ha dato inizio a una nuova Era moderna, condotta da Sovranità nazionali come la sua Cattolicissima Spagna.

Tale evento, se da una parte ha messo fine ad ogni età di mezzo, lanciando su uno scenario ormai globalizzato le Superpotenze statali, dall’altro ha esportato i semi della Teologia e del Potere Cattolico oltre l’oceano atlantico, salvandone così di fatto le Sorti spirituali e materiali.

E a ricusare la continuità tra Impero romano, Chiesa cattolica e Conquiste d’oltremare ci hanno pensato la Lingua parlata e il Linguaggio scritto per mezzo dei quali lo stesso Occidente ha ribattezzato quei Territori colonizzati e poi conquistati con il termine generico di America latina.

A questo punto la nostra epoca Postmoderna, Astorica, Ateleologica e Inconscia, ma soprattutto Tecnologica, attende forse l’arrivo su un nuovo pianeta, oltre l’oceano dello spazio interstellare, in grado di liberarci dai Paradigmi di questo tempo come ad esempio la Socialdemocrazia europea, forse per sempre.