Stadi sul Cammino delle Alternative

Leggendo la Monumentale “Storia della Filosofia” in nove volumi ideata e scritta per buona parte dal Filosofo esistenzialista Nicola Abbagnano assieme ai suoi illustri Collaboratori Giovanni Fornero, Franco Restaino e Dario Antiseri, si ha come l’impressione che l’Autore principale non abbia voluto prendere delle Posizioni nette rispetto ai Temi affrontati salvo che per alcune Indicazioni di carattere molto generale presenti ad esempio nelle brevi Prefazioni alle diverse edizioni.

E infatti Nicola Abbagnano, da Storico della Filosofia per vocazione quale era, è sembrato non sapersi scegliere consciamente e nettamente tra i diversi Indirizzi filosofici al modo in cui il Filosofo danese Søren Kierkegaard, a cui del resto ha dedicato il lungo ottavo capitolo del quarto tomo, non ha saputo scegliere tra le diverse Alternative della sua Esistenza.

Se però nel caso del Filosofo specialista, impegnato in un qualsiasi Indirizzo particolare, la Scelta di lasciare le cose così come sono, o nella stessa Prospettiva dei filosofi che lo hanno preceduto, risulta ingiustificata e sterile, questa stessa Possibilità, trasferita nell’ambito di una Storia della Filosofia, può invece dare qualche Risultato per i lettori.

Del resto lo stesso Kierkegaard aveva già riconosciuto i suoi Dubbi e la sua medesima Indecisione nell’Atteggiamento del Socrate antico, raccontato dal Filosofo greco Platone, di fronte alla scontata Certezza delle Dottrine già in voga nell’Atene dei suoi Tempi.

Tale Riconoscimento d’intenti è del resto finito nella stessa Tesi di Laurea del Filosofo di Copenaghen che è divenuto ormai un Testo seminale per l’intera Filosofia occidentale, dal titolo “Sul Concetto di Ironia in riferimento costante a Socrate” del 1841.

La personificazione del Dubbio nel Viandante, per sempre incamminato lungo l’Ideale Polis del sapere, può allora assumere anche la nuova veste di Storico della Filosofia se solo proviamo a immaginare il suo Percorso mentale.

Socrate, considerato in questa nuova veste di primo Storico della Filosofia ha allora assunto per il sistematico, pragmatico e politico allievo Platone un ruolo simile a quello che il maestro Idealista G.W.F. Hegel avrebbe molto più tardi rappresentato per il più Materialista Karl Heinrich Marx.

Solo tramite un precedente dubitativo, e quindi dialettico, Esame delle filosofie precedenti la Filosofia occidentale ha infatti potuto erigere quei grandi Manifesti sistematici costituiti dagli Imponenti Sistemi successivi.

Con tutto ciò il vero Socrate della Modernità è rimasto il filosofo danese Søren Kierkegaard che non ha saputo decidersi, esercitando il Dubbio più radicale, né tra le Alternative teoriche né tra quelle pratiche della sua breve Esistenza.

Percorrendo mentalmente i suoi Stadi sul Cammino della Vita egli ha perciò compiuto la Possibilità più prossima di ogni Singolo Uomo quale l’attesa della Morte, nel rifiuto della socratica Cicuta e in una sorta di rinnovata Imitazione di Gesù Cristo che quasi duemila anni prima, di fronte alla Croce, aveva già rifiutato il Vino.

Nell’immagine la Statua della Sirenetta realizzata dallo scultore Edvard Eriksen nel 1913.