Stato di natura e Cosa in sé

Il filosofo inglese Thomas Hobbes ha occupato ed occupa tuttora nel “panorama” della filosofia moderna del suo paese un posto di importanza simile a quello che ha ricoperto e ricopre a tutt’oggi Immanuel Kant nello scenario della filosofia moderna tedesca.

Il primo infatti, con la sua speculazione sull’uomo e sul suo Mondo sociale (lo Stato), ha aperto la strada ai diversi e successivi Empirismi di John Locke, George Berkeley e David Hume.

Il secondo invece, con la sua Riflessione sul soggetto, sui Campi naturale, etico ed estetico, ha invece spianato la via ai diversi e contrapposti Idealismi di J. G. Fichte, F. W. J. Schelling e G. W. F. Hegel.

Alla base delle concezioni di questi due principali Autori, si è, per così dire, imposta una sorta di Materia grezza sulla quale essi hanno poi lavorato, al modo di Michelangelo Buonarroti, nell’intento assai laborioso di produrre il loro “Davide filosofico“.

Per Thomas Hobbes questa “materia” si è configurata come un’ideale Stato di natura quale “immaginario punto di partenza” che gli uomini hanno potuto e dovuto superare tramite l’introduzione di un apposito Contratto sociale costituente appunto la Comunità umana organizzata o Stato leviatano.

Per Immanuel Kant invece il punto di partenza è stato costituito dal concepimento di una “Cosa in sé” atta a diventare l’ideale “oggetto” di ogni Conoscenza possibile, ma sempre parziale del Mondo naturale, da parte del Soggetto conoscente.

Queste due Entità, più immaginarie che reali, mai completamente conoscibili ed utili soprattutto da un punto di vista pragmatico-euristico, hanno costituito la base d’avvio per ogni successiva Impresa conoscitiva nei rispettivi Campi sociale e naturale, pur tra le numerose critiche degli addetti ai lavori.

La prima, lo Stato di natura, ha rappresentato in fondo una Situazione immaginaria di convivenza fra gli uomini in un’ipotetica era originaria e primordiale.

La seconda, la Cosa in sé, che nelle intenzioni dell’autore è sembrata essere proprio l’Insieme degli enti naturali, ha finito per costituire invece il primo Oggetto della conoscenza umana.

Alla base del grande Edificio empiristico inglese si è trovato dunque lo Stato di natura di Thomas Hobbes così come al fondamento dell’altrettanto enorme Costruzione idealistica tedesca si è imposta la Cosa in sé di Immanuel Kant.

Sono stati e restano tuttora due concetti fondamentali che, come enormi Pilastri euristici, hanno sostenuto ed in parte sostengono tuttora le nostre Principali ideologie sugli Eventi sociali e naturali che ogni giorno ci troviamo davanti.

Quindi se da una parte abbiamo trovato il Sostegno al nostro mondo etico e politico nell’invenzione di un immaginario Stato di natura, dall’altra abbiamo elaborato il Supporto alla nostra conoscenza del Mondo fisico e scientifico nel concepimento di un’ideale Cosa in sé.

Lo Stato di natura ha in questo modo costituito la Base sul cui sostegno il filosofo di Westport ha potuto erigere le sue Categorie del Mondo politico al modo in cui la Cosa in sé ha rappresentato il terreno su cui il filosofo di Koenigsberg ha potuto innalzare i suoi Steccati del Mondo fisico.

Immagine tratta dall’incisione a bulino “Combattimento di uomini nudi” di Antonio del Pollaiolo