Teologia e Tecnologia

Con la solita dose di approssimazione che rende possibile la Metafora euristica così come la sua Comprensione in genere, la celebre Affermazione del Filosofo e Precursore dell’Ermeneutica Martin Heidegger, “Solo un Dio ci può salvare”, potrebbe essere attribuita anche al Filosofo e Padre della Chiesa cristiana Sant’Agostino, o quanto meno alle sue gesta.

Infatti se il Filosofo di Messkirch si è collocato tra la Modernità e la Post-modernità accompagnando con la sua Riflessione il Passaggio dalla Regione dei Saperi scientifici al Regno più monolitico dell’Apparato tecnico-scientifico, il Santo d’Ippona si è invece posizionato tra Antichità e Post-antichità incentivando quel passaggio, d’altra parte già in atto, dalla Mitologia del Mondo antico al tempo delle grandi Religioni Monoteiste, anche noto come Medioevo.

Ma nelle due Età di mezzo formatesi a monte di questi Transiti, ovvero quella Post-Antica e quella Post-Moderna, che ruolo ha rivestito e riveste a tutt’oggi l’Interrogazione filosofica?

Agostino pensava infatti di salvare la Filosofia e il Mondo antico grazie all’avvento di una nuova Teologia cristiana in grado di placare ogni Dubbio con le risposte di una Fede incondizionata nell’Essere divino.

Heidegger ha invece creduto, forse solo nell’opera “Essere e Tempo”, di poter salvare la Filosofia attraverso l’innesto di una nuova Ontologia che lui stesso si è poi accorto essere una Filosofia dell’Essere strumentale di una Ragione tecnico-scientifica, incondizionatamente fedele al suo Apparato.

Quindi a monte di questi due fondamentali percorsi storici, della Civiltà occidentale in generale, e teorici, dei due autori presi singolarmente, né una nuova Teologia né una nuova Ontologia sono sembrate mettere sotto un riparo sicuro la Filosofia rispetto alla Tempesta imperante del Divenire storico-empirico.

In questa situazione l’Apparato tecnico-scientifico, come ha già posto rimedio a una Carenza biologica tipica dell’uomo può però ancora e in qualche modo aiutare la stessa umanità ad attenuare l’attuale Insufficienza dialogica.

Infatti come la Teologia nel Medioevo post-antico ha congelato certo dialogo, riscrivendolo passivamente in codici miniati, così la Tecnologia nella nostra Età di mezzo post-moderna ha già registrato e può registrare ancora gli attuali dubbi in molteplici strumentazioni per farli risorgere in un’altra era o su un altro pianeta di nuovo umani, magari post-Teologici, come lo è stato il Rinascimento, e/o post-Tecnologici, come in una nuova Era di Rinascita per ora solo immaginata.

Nell’immagine la “Chiesa sull’autostrada” progettata dall’architetto Giovanni Michelucci e realizzata tra il 1960 e il 1965.