Trame Aristocratiche

Nell’ultimo libro di Riccardo Tristano Tuis, “L’Aristocrazia nera” (Uno editori, Febbraio 2016), ho riscontrato delle preziose conferme ad alcune impressionanti congetture che si erano presentate alla mia mente già qualche tempo fa.

Innanzi tutto la fondazione del Cristianesimo romano ad opera di alcune potenti famiglie ebree, e più in particolare sarmato-sadducee, di cui si può leggere alle pagine 47 e 48 dell’opera:

“A portare questa presa di coscienza in cui il cristianesimo non era altro che un prodotto d’importazione semitica venduto a fil di spada, una parte la fecero gli appassionati scritti di Friedrich Nietzsche. Il filosofo tedesco del XIX secolo fece una denuncia nei confronti del culto cristiano che, seppure apparentemente antiebraico, in realtà era di matrice giudaica.

Quest’apparente contrapposizione tra i due culti non va in contraddizione se si pensa che il cristianesimo proposto da Roma sia stato manipolato dalle potenti famiglie ebree (sarmato-sadducee) che, trasferitesi dalla Palestina si infiltrarono nel tessuto sociale romano al punto da creare un golpe e una rivisitazione sincretica del loro culto e di altri presenti nel bacino mediterraneo poi trasformatosi in una religione di Stato con l’Editto di Costantino nel 313 dopo Cristo.”

In secondo luogo la creazione dell’importantissimo istituto religioso maschile di diritto pontificio “Compagnia di Gesù” ad opera dell’Aristocrazia nera di cui è possibile leggere alle pagine 102 e 103 del testo in questione:

“L’aristocrazia nera si dette molto da fare anche in ambito religioso, finanziando contemporaneamente Martin Lutero, Giovanni Calvino, Ignazio di Loyola, il Protestantesimo e il Puritanesimo come strumenti per cercare di contrastare i loro rivali del tempo: Spagna, Francia e l’ala della Chiesa ortodossa che limitava l’usura bancaria e il commercio con gli infedeli.

Non contenti, trasformarono poco dopo l’Ordine dei gesuiti in una nuova Intelligence – che, in seguito fu fonte d’ispirazione per i moderni servizi segreti quali il Sicherheitsdienst (servizio segreto delle SS), Mossad, CIA – con sicari in ambito talare maestri nello spionaggio e nell’impiego di veleni. In risposta alla loro natura complottista, i gesuiti furono poi espulsi in molti Stati europei proprio come i banchieri italiani.”

E infine la derivazione dell’attuale aristocrazia britannica da quella veneziana, tedesca e olandese di cui si può leggere alle pagine 100 e 101 della stessa opera:

“Nel XVII secolo secolo in Olanda le famiglie dell’Aristocrazia nera fondarono anche la Compagnia Olandese delle Indie orientali, trasformandola nella Serenissima nordica: così si svela la raison occulte dietro all’epiteto di Venezia del Nord della città di Amsterdam. L’interesse dell’Aristocrazia nera rimase comunque predominante nei confronti della Gran Bretagna.

Attraverso il casato degli Hannover e d’Orange l’Aristocrazia nera si radicò ancor più saldamente in Inghilterra grazie al loro uomo, Guglielmo III. Nel mese di dicembre 1688, le armate del principe olandese Guglielmo d’Orange invasero l’Inghilterra e Re Giacomo II fuggì in Francia. Guglielmo III aveva dalla sua parte molti inglesi che lo supportavano, tra cui il filosofo John Locke. Il regno del tiranno/burattino Guglielmo III segnò l’inizio del passaggio dalla forma di monarchia personale esercitata dalla casata degli Stuart al sistema parlamentare degli Hannover.”

Avvenne così facimente che la Compagnia Olandese delle Indie Orientali (in olandese Vereenigde Geoctroyeerde Oostindische Compagnie, abbreviato in VOC) passò le sue rotte alla Compagnia Britannica delle Indie Orientali (British East India Company) per agevolare poi la nascita, già a partire dal 1887, del Commonwealth delle Nazioni (in acronimo CN)

Nell’immagine Marlborough House a Londra, la sede principale del “Commonwealth delle Nazioni”.